La geometria che nasce dall’educazione del movimento deambulatorio

Tra l’entusiasmo e la soddisfazione dei 25 docenti presenti,  il 26 giugno si è concluso il corso sul metodo Terzi “La geometria che nasce dall’educazione del movimento deambulatorio”, condotto da Paola Ceschia, presso la scuola primaria A. Moro di Carnate (MB)

Si riportano di seguito le testimonianze di due insegnanti, C. Loredana T e Giovanna C., che   sintetizzano così l’esperienza vissuta:

" Scuola inclusiva, didattica inclusiva.... sembra che la parola inclusione, sia molto di moda ultimamente! Con il corso di formazione di geometria col metodo Terzi, ho potuto toccare con mano una metodologia inclusiva al cento per cento. Mentre sperimentavo le attività proposte ero felice al pensiero di poter proporre ai miei alunni di classe quinta tutto quello che ho imparato. Pensavo a Marco, Renato, Giorgia, Riccardo. Ibrahima, Yassin, i miei BES che potranno con questo metodo chiarirsi le idee su concetti di geometria non ancora interiorizzati . Il resto della classe invece potrà ripassare tali concetti in modo più accattivante. Questo metodo a mio parere può essere visto anche come propedeutico ad un lavoro di coding soprattutto abbinato al gioco CodyRoby." C. Loredana T

“Ecco le mie riflessioni a conclusione dell’esperienza:

  • mi sono sentita “protagonista” del mio apprendimento;
  • ho appreso concetti astratti partendo dall’esperienza pratica su me stessa;
  • gli “errori” mi hanno aiutato a capire le fasi del mio processo di apprendimento;
  • il metodo ha rivoluzionato alcune mie conoscenze relative alla geometria;
  • ho lavorato con serenità, collaborando con colleghe a me sconosciute;
  • la docente Paola, con il suo esempio e l’immensa disponibilità, è riuscita a trasmettermi passione e curiosità;
  • ho imparato a osservare/apprendere con tutti i 5 sensi;
  • è un metodo valido per tutti, ma particolarmente utile a bambini con difficoltà visuo-spaziali.” Giovanna C.

 

Durante le lezioni, le docenti sono diventate il punto mobile euclideo che camminando, crea le linee e gli angoli, necessari alla costruzione dei poligoni. Successivamente hanno rappresentato sulla tavolozza i loro vissuti ed infine li hanno disegnati sul quaderno, usando matita, righello e goniometro. 

 

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