Ricerca in corso sui riferimenti teorici di Ida Terzi nel suo tempo

Da chi Ida Terzi ha preso spunto per iniziare l’elaborazione del suo Metodo?

Quali sono stati i suoi riferimenti ideali?

 

Sono entrata alla scuola di Metodo per gli educatori dei ciechi senza notizia dell’ambiente particolare che vi avrei trovato, ma del tutto ansiosa di acquistarvi una dottrina che potessi far mia, che sapesse svegliare in me l’interesse e l’amore capaci di farmi proseguire su quello stesso cammino…

 

Così racconta Ida Terzi nella sua relazione finale sull’anno di tirocinio (1932-1933) effettuato presso l’Istituto dei Ciechi di Reggio Emilia.

In seguito, attraverso una sistematica azione di sperimentazione sul campo con i suoi ragazzi non vedenti, unita ad uno studio costante delle teorie filosofiche e scientifiche del suo tempo, elaborerà il suo Metodo, significativo “trait d’union” fra passato e presente in campo pedagogico e didattico.

Una storia che vale la pena di conoscere.