Cos'è il Metodo Terzi

CENNI STORICI

L’ASSOCIAZIONE ITALIANA RICERCHE METODO TERZI  A.I.R.M.T. è una APS (Associazione di promozione sociale) che si propone di approfondire la ricerca e divulgare Il  Metodo Terzi.

Nasce nel 1995 dal desiderio della stessa Ida Terzi e dei suoi più vicini collaboratori di dare una fisionomia più precisa ad un lavoro svolto in diverse sedi ed in diversi campi.

L’Associazione promuove:

  • lo studio, l’approfondimento delle basi teoriche e le applicazioni del metodo spazio-temporale Terzi in ambito riabilitativo ed educativo-didattico
  • corsi di formazione per operatori della sanità,  educatori, insegnanti della scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado
  • corsi di aggiornamento, supervisioni e tirocini per Operatori Terzi
  • incontri di sensibilizzazione sul Metodo per genitori, insegnanti, operatori su Laboratori spazio- temporali per  bambini della scuola  dell’infanzia.
  • L’attivazione di progetti di studio e di ricerca con la pubblicazione e la divulgazione dei dati che ne derivano;
  • la creazione di centri di consultazione permanenti.

CENNI BIOGRAFICI

Ida Terzi, diplomata in tiflologia, iniziò il suo percorso come insegnante presso l’Istituto dei Ciechi di Reggio Emilia. Il Metodo Spazio Temporale Terzi nacque intorno al 1940 sotto la spinta emotiva di educare la persona cieca al senso e alla nozione di spazio attraverso la pratica controllata dell’attività deambulatoria.

Successivamente l’ideatrice ne approfondì le basi teoriche presso l’Istituto di Anatomia Funzionale dell’Università di Milano (Prof. Bairati) e ampliò la sua sperimentazione e ricerca ad altre patologie, sia in età evolutiva che in età adulta, collaborando con diversi istituti e cliniche.

Successivamente ebbe un rapporto di consulenza e docenza presso l’Istituto di Neuropsichiatria infantile di Milano, diretta dal Prof. Carlo  L. Cazzullo.

Estese poi il campo di applicazione del Metodo ai soggetti vedenti  con patologia psichica,  ai soggetti con patologia sensoriale visiva, presso l’Istituto dei ciechi di Milano, e uditiva con l’applicazione congiunta dei Metodi Verbotonale di Peter Guberina e Metodo Terzi a Zagabria. Infine il suo metodo fu applicato ai soggetti normodotati nei vari ordini della scuola dell’obbligo per favorirne lo sviluppo psicofisico.

INTRODUZIONE AL METODO

Il Metodo Terzi, dal nome dell’ideatrice Ida Terzi, è una metodologia cognitivo-motoria che si occupa dell’organizzazione e dello sviluppo del pensiero analogico-spaziale.

Attraverso una tassonomia di esercizi senso-motori specifici, graduati per complessità e adattabili alle diverse esigenze ed età dei soggetti, sviluppa la capacità di integrare le informazioni spazio temporali che giungono al sistema nervoso centrale dai diversi canali percettivi (cinestesico-propriocettivo, vestibolare, tattile, uditivo e visivo).

“L'atto motorio, (…), è indispensabile per promuovere la funzione degli organi di senso specifici“ (I. Terzi, 1995).

Esercita l'integrazione delle informazioni relative al proprio corpo (spazio personale), allo spazio esterno (spazio peripersonale ed extrapersonale) e alla relazione tra i due spazi, facilitando la coerenza percettiva tra i vari stimoli sensoriali ed il passaggio da un utilizzo inconscio ad un utilizzo consapevole del corpo in movimento.

Il metodo approfondisce lo studio delle rappresentazioni interne degli eventi, analizzando i processi mentali che dallo stimolo portano al comportamento. Potenzia lo sviluppo del pensiero analogico-spaziale, integrandolo successivamente con il pensiero logico-verbale; stimola la formazione di immagini mentali propriocettivo-motorie e visuo-spaziali. Attiva e potenzia i processi cognitivi di analisi e di sintesi dei dati.

Gli esercizi promuovono la corretta  organizzazione spaziale utilizzando sequenze spazio-temporali ordinate (sia nello Spazio personale che Extra-personale); la dimensione della temporalità, infatti, nelle sue caratteristiche di successione, sincronia e durata, permette una corretta integrazione tra spazio e tempo.

Mediante le fasi di lavoro, caratterizzate da “Consegna” “Vissuto” e “Rappresentazione”, le proposte sottolineano il forte legame esistente tra Percezione-Azione-Cognizione, stimolano le funzioni esecutive  che regolano i processi di pianificazione, controllo e coordinazione del sistema cognitivo, la memoria di lavoro e l’attenzione selettiva e sostenuta.

Gli esercizi che caratterizzano il Metodo si possono suddividere in tre grandi gruppi:

1) esercizi senso-motori elementari pre-deambulatori, relativi alla costruzione dello spazio personale;

2) esercizi senso-motori deambulatori, relativi alla costruzione dello spazio metrico euclideo;

3) esercizi di organizzazione spazio-temporale con particolare riferimento alla costruzione del concetto di numero, al linguaggio parlato, alla scrittura e alla lettura.

Tutti gli esercizi lavorano in modo specifico sulla creazione delle immagini mentali e sullo sviluppo e riabilitazione delle diverse funzioni  motorie e cognitive.